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Qual è la fibra più comunemente utilizzata per produrre tessuti non tessuti spunbond?

Mar 05, 2026

La fibra più comune: il polipropilene (PP) domina la produzione di Spunbond

Il polipropilene (PP) è di gran lunga la fibra più utilizzata nella produzione di tessuti non tessuti spunbond, rappresentando oltre il 60% della produzione globale di spunbond. La sua posizione dominante deriva da una combinazione di basso costo delle materie prime, eccellente lavorabilità e un’ampia gamma di prestazioni per l’uso finale. Il PP si scioglie a circa 160–170°C, facilitando la filatura in filamenti continui a velocità di produzione elevate, che spesso superano i 300 metri al minuto sulle moderne linee di produzione.

Detto questo, la PP non è l’unica opzione. A seconda dei requisiti di utilizzo finale, i produttori selezionano anche fibre di poliestere (ANIMALE DOMESTICO), polietilene (PE), acido polilattico (PLA) e bicomponenti. Ciascuno apporta proprietà fisiche e chimiche distinte che si adattano a mercati diversi.

Fibre chiave utilizzate nei tessuti non tessuti Spunbond

Polipropilene (PP)

Il PP rimane lo standard industriale per la maggior parte delle applicazioni monouso e igieniche. Le caratteristiche chiave includono:

  • Densità di 0,90–0,91 g/cm³ — la più leggera tra le comuni fibre termoplastiche
  • Eccellente resistenza chimica e proprietà di assorbimento dell'umidità
  • Basso costo: i prezzi delle materie prime sono tipicamente 20–30% in meno rispetto al PET
  • Ampiamente usato in pannolini, teli medici, geotessili e coperture agricole

Il limite principale del PP è la sua bassa resistenza termica (ammorbidimento vicino a 140°C) e la stabilità UV relativamente scarsa senza additivi, che limita le applicazioni esterne.

Poliestere (PET)

Offerta tessuti spunbond in PET resistenza alla trazione superiore, resistenza al calore fino a 220–240°C e migliore stabilità dimensionale rispetto a P.P. Queste proprietà rendono il PET la scelta preferita per:

  • Sottotetti e membrane edili
  • Interni automobilistici che richiedono prestazioni ad alta temperatura
  • Mezzi di filtrazione in cui l'integrità strutturale sotto carico è fondamentale

Il PET rappresenta circa 25–30% della produzione globale di tessuto non tessuto spunbond in volume.

Polietilene (PE)

Il PE, in particolare il polietilene ad alta densità (HDPE), viene utilizzato quando si dà priorità alla morbidezza, all'inerzia chimica e alle proprietà barriera. Si trova comunemente nelle tute protettive e nei film di pacciamatura agricoli. Tuttavia, il suo punto di fusione relativamente basso (~130°C per l'HDPE) limita la velocità di lavorazione.

Fibre Bicomponenti (BiCo)

Le fibre spunbond bicomponenti, tipicamente configurazioni guaina-anima in PE/PP o PE/PET, combinano la facilità di adesione di uno strato esterno a basso punto di fusione con la resistenza strutturale di un nucleo ad alte prestazioni. Ciò si traduce in tessuti con morbidezza e adesione migliorate con input di energia termica inferiori , rendendoli popolari nei prodotti medici e igienici di fascia alta.

Acido Polilattico (PLA)

Il PLA è un’alternativa a base biologica e compostabile che sta guadagnando terreno negli imballaggi sostenibili e nei prodotti monouso. Attualmente detiene una quota piccola ma crescente del mercato degli spunbond, spinta dalle normative sempre più stringenti sulla plastica a base di petrolio in Europa e Nord America.

Confronto delle fibre: in breve

Fibra Quota di mercato (circa) Punto di forza chiave Principali applicazioni
PP >60% Basso costo, leggero Igiene, medicina, agricoltura
PET 25–30% Elevata resistenza, resistenza al calore Edilizia, filtrazione, automotive
PE/BiCo ~8% Morbidezza, barriera Igiene premium, abbigliamento protettivo
PLA <3% Biodegradabile, di origine biologica Packaging ecologico, salviette sostenibili

Oltre le fibre pure: il ruolo del tessuto spunlace composto da PET/polpa

Mentre i tessuti spunbond si basano su fibre termoplastiche legate mediante processi termici o chimici, un'altra categoria importante lo è non tessuti spunlace (idroimpigliati). , dove le fibre vengono legate meccanicamente mediante getti d'acqua ad alta pressione. All'interno di questo segmento, Tessuto Spunlace composto in PET/polpa è emerso come un materiale altamente funzionale, soprattutto per i prodotti usa e getta per la cura personale e la pulizia.

Questo tessuto combina fibre in fiocco di poliestere (PET) con pasta di legno naturale in rapporti variabili, tipicamente da 30/70 a 50/50 PET/polpa. Il risultato è un tessuto che offre:

  • Alta assorbenza dalla componente polpa: la polpa può assorbire fino a 10-15 volte il proprio peso in acqua
  • Resistenza all'umidità e integrità strutturale dalle fibre PET, evitando la disintegrazione del tessuto durante l'uso
  • Una mano morbida, simile a un panno, delicata sulla pelle
  • Efficienza in termini di costi rispetto allo spunlace in PET al 100%, grazie al costo inferiore della pasta

Le grammature tipiche variano da Da 40 g/m² a 80 g/m² e il tessuto è ampiamente utilizzato negli asciugamani usa e getta, nelle salviette per il viso, nelle salviette per la pulizia della casa e nelle imbottiture mediche.

Perché la scelta della fibra è importante per le prestazioni nell'uso finale

Scegliere la fibra sbagliata può portare al fallimento del prodotto o a costi inutili. Ecco le considerazioni pratiche che i produttori valutano:

  1. Gestione dei liquidi: Per i prodotti che richiedono un rapido assorbimento (salviette, tamponi), le miscele di PET idrofile o ricche di polpa superano il PP standard che è naturalmente idrofobo a meno che non venga trattato in superficie.
  2. Resistenza alla trazione e allo strappo: Il PET offre una resistenza alla trazione significativamente più elevata rispetto al PP a grammature equivalenti, fondamentale per la filtrazione o per usi edili.
  3. Conformità normativa: Le applicazioni mediche e a contatto con gli alimenti richiedono fibre che soddisfino standard specifici (ad esempio, ISO 13485 per dispositivi medici, FDA 21 CFR per contatto con alimenti).
  4. Obiettivi di sostenibilità: I mercati finali richiedono sempre più PET riciclato (rPET) o fibre di origine biologica per soddisfare gli obiettivi ESG aziendali.
  5. Compatibilità di elaborazione: La fibra scelta deve adattarsi alla linea di produzione: spunbond, meltblown, spunlace o stitch-bond, ciascuna delle quali impone requisiti diversi in termini di indice di flusso di fusione della fibra, finezza (denari) e lunghezza del fiocco.

Tendenze emergenti nella tecnologia delle fibre per i non tessuti

L’industria del non tessuto sta attraversando una rapida innovazione nello sviluppo delle fibre:

  • PET riciclato (rPET): I principali produttori stanno passando all’rPET per ridurre l’impronta di carbonio. I tessuti realizzati in rPET possono raggiungere emissioni di CO₂ ridotte fino al 60%. per chilogrammo rispetto al PET vergine.
  • Strati di nanofibra: Le nanofibre elettrofilate (diametri <1 micron) vengono integrate in strutture composite per raggiungere efficienze di filtrazione superiori al 99,97% (livello HEPA).
  • Finiture funzionali: I rivestimenti antimicrobici, ignifughi e superidrofobici vengono applicati dopo la produzione per aumentare le prestazioni senza modificare la fibra di base.
  • Miscele di fibre naturali: Cotone, bambù e lyocell (Tencel) stanno guadagnando attenzione nelle salviette premium e nei prodotti per l'igiene destinati alla pelle sensibile.

Domande frequenti

Q1: Qual è la fibra più comunemente utilizzata nel tessuto non tessuto spunbond?

Polipropilene (PP) is the most commonly used fiber, representing over 60% of global spunbond production due to its low cost, light weight, and ease of processing.

Q2: A cosa serve il tessuto Spunlace composto in PET/polpa?

Viene utilizzato principalmente per asciugamani monouso, salviette per il viso, salviette detergenti e imbottiture mediche, applicazioni che richiedono sia un'elevata capacità di assorbimento (dalla polpa) che resistenza all'umidità (da PET).

Q3: Qual è la differenza tra i non tessuti spunbond e spunlace?

I tessuti Spunbond sono formati dalla filatura di filamenti termoplastici continui e dal loro legame termico o chimico. I tessuti Spunlace utilizzano getti d'acqua ad alta pressione per aggrovigliare meccanicamente le fibre in fiocco, comprese le fibre naturali come la polpa.

Q4: È migliore il PET o il PP per le applicazioni industriali?

Il PET è generalmente migliore per gli usi industriali che richiedono un'elevata resistenza alla trazione e al calore (ad esempio, sottostrati per tetti, filtrazione). Il PP è preferibile quando il basso costo e la leggerezza sono le priorità.

Q5: Qual è il rapporto tipico tra PET e polpa nel tessuto spunlace composto?

I rapporti comuni vanno da 30/70 a 50/50 PET/polpa, bilanciando l'assorbenza con la durabilità strutturale a seconda dell'applicazione specifica.

D6: I non tessuti spunbond possono essere realizzati con fibre biodegradabili?

SÌ. L'acido polilattico (PLA) è un'opzione biodegradabile disponibile in commercio per la produzione di spunbond, sebbene attualmente detenga una quota di mercato inferiore al 3% a causa dei costi più elevati e delle limitazioni di lavorazione.

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